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OVF NO VIRAL PRO 150 CPS

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OVF NO VIRAL PRO 150 CPS

Composizione: HOUTTUNYA (E.S.4:1)500mg, SCUTELLARIA BAICALENSIS (E.S. tit. Baicalina)500mg, QUERCITINA 98mg, FUCOIDAN 20% 400mg, REISHI (G.L. E.S.10:1)250mg, CORDYCEPS (Ophiocordyceps Sinensis E.S. 10:1)250mg, CHAGA (I.O. E.S. 10:1)200mg,POLYGONUM MULTIFLORUM (E.S.4:1)200mg, ARTEMISIA ABSYNTHIUM (tit.98%Artemisina)125mg, SOPHORA JAPONICA (98% Quercetina)100mg. SAMBUCO(8% in antocianidine)100 mg

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Dettagli

Fitoterapico costituito da estratti di piante medicinali con azione antivirale, in particolar modo: l'Houttunya Cordata. Studi esplorativi di scienziati cinesi hanno indicato che gli estratti della pianta possiedono attività antivirale, antibatterica, anti-erpetica, anti-obesità, e proprietà anti-leucemici. Può anche essere utile nel trattamento della polmonite o grave sindrome respiratoria (SARS) coronavirus acuta. L'agente antibatterico e antivirale naturalmente contenuto nella pianta, e quindi responsabile degli effetti benefici è il 3-cheto-dodecanolo. Mentre il composto o composti responsabili delle proprietà anti-infiammatorie non sono state definitivamente identificate, estratti interi della pianta hanno dimostrato un'inibizione selettiva della cicloossigenasi-2 (COX-2) simile a quella degli antiinfiammatori non steroidei. È possibile che la Quercetina e i  Flavonoidi siano i responsabili di questa attività.

I flavonoidi sono dei componenti di molti frutti e verdure. Sono detti anche vitamina C2, vitamina P, flavoni, etc.
Furono scoperti dallo scienziato ungherese Albert Szent-Gyorgyi, lo scopritore della vitamina C (premio Nobel nel 1937), il quale osservò che i bioflavonoidi hanno un effetto sinergico con la vitamina C. I bioflavonoidi più conosciuti sono la quercetina, la rutina, l’esperidina, la naringina, la baicalina, il pycnogenolo; aumentano la resistenza dei capillari e regolano la loro permeabilità, sono essenziali per la protezione dall’ossidazione della vitamina C, proteggono dalle emorragie e dalle rotture dei capillari, svolgono attività antivirale; l’azione più marcata si ha contro i virus della poliomielite, dell’epatite A e B, dell’influenza e dell’ HIV.
I bioflavonoidi sono molto importanti per le donne che soffrono di problemi mestruali. Ciò è legato al potere che essi hanno, insieme alla vitamina C, di migliorare il tono venoso e aumentare la resistenza parietale dei vasi capillari.
I bioflavonoidi, ed in particolare gli antocianosidi del mirtillo, hanno anche efficacia contro i disturbi della visione: possono migliorare la visione crepuscolare e ridurre i fenomeni di abbagliamento. Possono servire contro i disturbi della retina di origine ipertensiva e diabetica, e nella miopia evolutiva.
Un altro vantaggio dei bioflavonoidi è che sono innocui, e che non interferiscono con la capacità di coagulazione del sangue.
L’associazione di bioflavonoidi e vitamina C è più efficace della vitamina C presa da sola, poiché i flavonoidi ne migliorano la biodisponibilità e la proteggono dall'ossidazione.
La quercetina, un bioflavonoide, che spesso assunta insieme alla vitamina C, è efficace nella cura del raffreddore comune e con azione antivirale contro la poliomielite, i reovirus, i virus Coxsackie e i rinovirus. I bioflavonoidi sono sostanze antiinfiammatorie, esplicano azione antispasmodica e immunomodulante, sono utili per rafforzare i capillari e possono contribuire a prevenire l’influenza.
È considerato un inibitore naturale di vari enzimi intracellulari:
alcune tirosin-chinasi (TK), incluso il recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR);
alcune proteine chinasi calcio-fosfolipide dipendente (PKCs);
la 5-lipossigenasi (che produce i leucotrieni, mediatori dell’infiammazione dell’asma);
la fosfolipasi A2, che degrada i lipidi di membrana generando acido arachidonico, che viene poi trasformato in prostaglandine, coinvolte nell’infiammazione;
l’ornitina decarbossilasi (ODC) che produce le poliammine, notoriamente coinvolte nella proliferazione cellulare;
le chinasi dei fosfoinositidi PI3K e PI4P-5K, coinvolte nelle risposte proliferative innescate dalle via mitogeniche della trasduzione del segnale.
Per tali proprietà è stata estensivamente studiata in campo oncologico sperimentale, nella delucidazione dei meccanismi di proliferazione cellulare e della cancerogenesi.
La quercetina è inoltre un antiossidante naturale. Tra le sue funzioni più importanti vi sono:
– ripristinare il tocoferolo (Vitamina E), dopo che questo si è trasformato in radicale libero (tocoferil-radicale), – disintossicare la cellula dal superossido e – frenare la produzione di ossido nitrico durante le infiammazioni.
La quercetina potrebbe essere impiegata nella terapia delle leucemie. Lo attesta una ricerca dell’Istituto di scienze dell’alimentazione del Consiglio nazionale delle ricerche di Avellino (Isa-Cnr), pubblicata dal British Journal of Cancer.
La quercetina sinergizza con la finasteride nel ridurre l’ipertrofia prostatica.
La quercetina ha una potente azione antiossidante di membrana, similglutatione ridotto, e inibisce i danni provocati dai radicali liberi dell’ossigeno.
La quercetina è un potente inibitore sia della sintesi che dell’attività della cicloossigenasi 2, influenzando così il metabolismo dell’acido arachidonico. L’inibizione dell’attività della cicloossigenasi diminuisce l’aggregazione piastrinica con riduzione della tendenza allo sviluppo di trombi. La cicloossigenasi 2 (COX-2) catalizza la sintesi della prostaglandina E2, che gioca un ruolo chiave nell’infiammazione e nelle malattie associate, come acne, malattie cardiovascolari, neoplasie. Le cellule tumorali a diversi stadi (a volte anche in quelli pretumorali) esprimono la COX-2, che parrebbe coinvolta nei processi di neoangiogenesi, cioè nella formazione di nuovi vasi sanguigni che danno nutrimento al tumore e gli permettono di svilupparsi.
La quercetina è abbondante nella Houttuynia Cordata e nella Sophora Japonica.
In particolare la Houttuynia Cordata in recenti studi ha dimostrato bloccare la fase di attacco del virus alla membrana cellulare e la sua penetrazione quando siamo ancora nella fase iniziale dell'infezione. Inoltre riduce l'attivazione dell'NF-kB un fattore di trascrizione che si attiva quando la cellula viene a contatto con un antigene virale e che rappresenta un passaggio della nostra risposta immunitaria ma che viene utilizzata dai virus per la loro espressione genica. Infatti un'attivazione aberrante di questo fattore di trascrizione si è dimostrato alla base dello sviluppo di patologie autoimmuni e di alcune forme cancerose. Quindi i componenti dell' Houttuynia Cordata inibiscono l'infezione virale attraverso diversi meccanismi che coinvolgono l'ingresso del virus e la sua replicazione.

Un altro flavonoide con una spiccata azione antivirale è la baicalina.
La baicalina estratta dalla Scutellaria Baicalensis ha dimostrato un'azione molto efficace nei primi stati dell'infezione virale con differenti famiglie di virus (Herpes Virus, Virus dell'influenza comune, Hepadnaviridae e Cytomegalovirus).
La Baicalina interagisce con la fase di penetrazione del virus, la sua azione si esplica anche attraverso il blocco dell'espressione di RNA messaggero e polimerasi, molecole chiave nella replicazione virale.
Dal momento che agiscono su differenti punti della replicazione virale, il virus non può creare resistenza, e possono essere utilizzate sia nella fase iniziale sia in fase di infezione conclamata.

REISHI CORDYCEPS CHAGA funghi medicinali dalle proprietà antiossidanti ricchi di beta glucani con importante azioneantivirale e antibatterica in particolare la cordicepina (3'-deossiadenosina) è un derivato dell'adenosina dalla quale differisce per la mancanza di un atomo di ossigeno in posizione 3' del ribosio. Questa molecola è stata inizialmente isolata dal Cordyceps, un genere di fungo avente il corpo fruttifero che cresce all'interno di insetti e altri artropodi (il genere comprende Cordyceps sinensis, Cordyceps militaris e Cordyceps kyushuensis) e che viene utilizzato in Medicina Tradizionale Cinese (MTC) per le diverse attività fisiologiche svolte sull'organismo. Poiché le strutture chimiche di cordicepina e adenosina sono molto simili, alcune DNA-polimerasi non riescono a discriminarle e, di conseguenza, la cordicepina può essere incorporata in una molecola di RNA, terminandone così prematuramente la sintesi[11]. È interessante notare come questa molecola mostri proprietà bioattive antitumorali, antimicotiche e antivirali attribuibili alla sua capacità di inibire diverse proteine chinasi[12]. I meccanismi con cui si sviluppano queste azioni non sono ancora molto ben comprese, ma questo deve essere utile per spronare la ricerca a svolgere nuovi studi per comprendere nel dettaglio i meccanismi fisiologici che interessano questa molecola.
Diversi gruppi di ricerca hanno riferito che la cordicepina ha un'attività antivirale contro un certo numero di virus, tra cui i virus dell'influenza[13], i virus delle piante[14], l'HIV[15], il virus della leucemia dei topi[16] e l'Epstein-Barr virus (EBV)[17] e, ad alte concentrazioni, inibisce selettivamente la replicazione del genoma del virus dell'influenza[18].
Composti analoghi alla cordicepina sembrano in grado di inibire l'infezione da HIV attraverso l'inibizione della trascrittasi inversa. La trascrittasi inversa è un enzima "transferasi", si trova in alcuni batteri e nei retrovirus, che sintetizza DNA come tutte le normali polimerasi, ma è anche in grado di usare l'RNA come stampo.
In vitro, la sintesi di RNA del virus del mosaico del tabacco e della vigna vengono inibiti da alte concentrazioni di cordicepina. Inoltre, la trasformazione di linfociti umani indotta dall'EBV è inibita dalla cordicepina, anche in assenza di interferoni. Analoghi della cordicepina potrebbero inibire le trasformazioni che interessano l'mRNA (RNA-messaggero) dell'EBV, impedendo così la replicazione del genoma del virus e successivamente provocare alterazioni nella trasformazione dei linfociti. La cordicepina ha inibito la sintesi di RNA virale nella replicazione del virus dell'encefalite equina occidentale, provocando una riduzione della produzione di virus. Il tasso di inibizione della sintesi di RNA virale era dipendente dalla concentrazione del farmaco e il periodo di trattamento con il farmaco. Questi risultati suggeriscono che il sistema di sintesi dell'RNA virale è sensibile al farmaco[18]. Come accennato in precedenza, i meccanismi molecolari con cui la cordicepina esercita le sue attività antivirali sono ancora da comprendere. Recenti studi sul meccanismo d'azione di questa molecola hanno aumentato le conoscenze esistenti e sono stati esaminati l'effetto negativo della cordicepina sulla sintesi di RNA. Ad esempio, Moor e colleghi hanno riportato che la cordicepina è in grado di inibire la sintesi proteica e l'adesione cellulare, influenzando la trasduzione del segnale[19]. Tutto ciò potrebbe risultare utile per un possibile impiego del fungo Cordyceps sinensis come antivirale; è noto che, a differenza delle infezioni batteriche, quelle virali non possono essere trattate con comuni antibiotici, ma necessitano di farmaci antivirali specifici. A questo punto, l'azione svolta della cordicepina contenuta nel Cordyceps può risultare molto utile, anche abbinata ai comuni farmaci che la medicina utilizza per combattere i virus.
E' importante assumere i funghi medicinali insieme alla vitamina C poiché riduce la viscosità dei beta glucani ed implementare il loro assorbimento intestinale, evitando quindi un loro contatto per troppo tempo.

Pubblicazioni Scientifiche

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20657468/#&gid=article-figures&pid=figure-2-uid-1

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